Il tempo è circolare

Sembra strano, ma la storia alcune volte cambia le teorie della fisica.
Ragionando sugli ultimi avvenimenti ho provato ad effettuare un esercizio, che in storia non si dovrebbe mai fare, paragonare due avvenimenti avvenuti in periodi molto diversi; il risultato è molto interessante: la nostra concezione di tempo lineare è sbagliata, in realtà il tempo è circolare (un po’ come pensavano gli Aztechi), non lineare come pensiamo.
Sembra proprio che ad un certo punto di progressione temporale, il tempo ritorni al passato; è quello che sembra essere avvenuto in questo periodo, un salto temporale di cinquant’anni. Ho cercato, per quello che conosco, di paragonare gli eventi odierni nel mondo islamico con quelli avvenuti nel sud-est asiatico durante gli anni più duri di guerra fredda.
Oltre alle varie somiglianze, prima cosa sono uomini che si danno fuoco in segno di libertà, un tempo erano i bonzi buddisti che protestavano contro i regimi filo occidentali, ora è la gente comune che attua questo estremo gesto (è proprio da un fatto del genere che sono nate le proteste in Tunisia).
Escludendo dal ragionamento la cause delle rivolte, già più volte ricordate in altri più autorevoli blog, vorrei parlare in dettaglio dell’atteggiamento delle potenze occidentali riguardo il ruolo internazionale e il fine ultimo. Oggi come allora lo scopo ultimo è il mantenimento di una supremazia politico economica, non dissimile mezzo secolo fa il grande male era il comunismo, ora caduto il regime sovietico il male è il fondamentalismo islamico; sono cambiati i nemici ma, la pessima, gestione è la stessa. Pur di mantenere lo status quo, la politica internazionale cerca, ora come allora, di mantenere artificialmente, calpestando i valori di cui ci riteniamo portatori (democrazia e libertà), regimi che si definiscono difensori rispetto un nemico comune; poco importa se questi “alleati” non rispettano alcuni standard, la parola fondamentale è mantenere fermo tutto, rispetto ai nemici del momento.

Quello appena descritto è il pensiero dominante degli anni 60/70, che non sembra tanto difforme da quello attuale, cioè la teoria del domino; insomma per contingenze, alcune volte reali, si preferisce cristallizzare delle intere società. Il problema è che sotto la cenere ribollono intere coscienze, che non possono essere bloccate, non si possono fermare delle società millenarie da un giorno all’altro, prima o poi quel tappo posizionato nel collo della bottiglia, che sia democrazia, autodeterminazione, libertà, miglioramento personale risaltano fuori con una forza devastante; così una miscela di risentimento, anche autodistruttivo, il più delle volte violento devasta tutto quello creato fino a quel momento. Il risultato è  che la popolazione si rivolge agli unici oppositori degli occidentali (prima i comunisti ora i fondamentalisti), che così si ritrovano con un aiuto popolare che forse non avrebbero mai avuto. Insomma quello che sembra ora la cosa giusta, si può rivelare una scelta sbagliata per il lungo periodo, avendo per giunta un risultato opposto.

pbacco

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