Dove non riesce la politica, arriva il denaro

L’ultima mossa del morente, in senso economico, regime di Laurent Gbagbo è stata quella di nazionalizzare le banche del paese ivoriano, nel tentativo di trovare il denaro che serve a mantenere il suo potere nel sud del paese, cioè per pagare i funzionari statali e l’esercito. La Costa d’Avorio sembra essere ritornato un paese diviso in due parti, come durante la crisi precedente; la parte nord è in mano alle milizie pro Ouattara, ed è la stessa zona da dove il presidente riconosciuto vincitore ha avuto il maggior numero di voti, la zona a sud, invece pro Gbagbo è anche quella più ricca in senso economico e naturale (clima e risorse).

Quest’ultima mossa, giunge dopo alcune indiscrezioni in base alle quali si sarebbe parlato in ambienti vicino all’ex presidente, di creare una nuova moneta (moneta della restistenza) per contrastare il CFA e la politica della CEDEAO (comunità economica paesi ovest Africa) mirante ad isolare economicamente il vecchio regime.

Insomma, il presidente perdente, ormai isolato economicamente sia dagli stati africani, sia dagli USA e dall’Europa (ho ancora qualche dubbio su Russia e Cina), cerca degli espedienti per cercare una via d’uscita in cui mantenere ancora un minimo di potere, una sorta di governo di unità nazionale, in cui ricoprire magari la carica di primo ministro, senza perdere così tutti i privilegi e gli affari. Come già detto in un post precedente, protrarre per avere più potere contrattuale in un’eventuale pace.

pbacco

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