Due pesi e due misure

Premettendo che, non sono un’estimatore dell’uso della forza, mi trovo comunque ad appoggiare l’intervento internazionale in Libia; trovate una sintesi del perchè nel post “In certi casi il tempo cambia” del 19 marzo. Devo altresì ammettere, come scritto nell’altro post “Prime crepe” del 21 marzo, le varie critiche, a volte anche giuste, su come si svolgono le operazioni e sul fine delle stesse. Il post di oggi però verte, come da titolo, dall’uso di due pesi e due misure, che la comunità internazionale ha riguardo le crisi. Come detto, in Libia c’è stata una risoluzione atta a legittimare l’uso della forza (1973); va precisato che questa risoluzione precede un’altra (1970) volta a limitare economicamente il regime del colonnello, questo però non ha escluso una nuova escalation militare. Una simile volontà politica non si è trovata durante la crisi ivoriana (almeno da parte occidentale), dove ci si è fermati a sanzioni economiche; si dirà che li il governo non bombarda i civili, ma bisogna far notare che comunque il paese è vicino ad una guerra civile; si potrà dire che nel paese erano già presenti dei militari dell’ONU, sta di fatto che un’intervento militare non è stato preso in considerazione, ultima notizia dava un voto sfavorevole della comunità ECOWAS (stati Africa ovest) contro un’azione militare da parte dei propri membri contro la Costa d’Avorio. Come altro esempio citiamo il Sudan, prima nel sud con una guerra civile, poi in Darfur dove si è perpretrato (ma continua ancora) un genocidio, anche in questo caso nessun intervento militare è stato attuato. Tornando indietro nel tempo nel Ruanda del 1994 durante il genocidio tra Hutu e Tutsi, l’occidente ha proprio girato le spalle duranti gli eccidi. Anche oggi giorno sia in Bahrain, sia in Yemen ci sono governi che usano la forza per piegare la volontà delle persone; in questo caso solo alcune parole, a volte dette a bassa voce, di condanna. In ogni crisi internazionale troviamo stati interessati alla vicenda, con favorevoli a conservare la status quo da un lato e, dall’altro quelli che vogliono un cambiamento; questo avviene sia per fattori economici che politici. Per essere cinici è sempre accaduto così e così continuerà sempre. Un distinguo di comportamento dovremmo attuarlo noi occidentali, essendoci proclamati portatori (su alcune cose è vero) di valori alti quali libertà, democrazia, ecc. È per questo che ci si aspetterebbe un’atteggiamento diverso, che il più delle volte non avviene.

pbacco

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