La rivoluzione si fermò a Manama

Sembra che il vento rivoluzionario si sia fermato a Manama. La stabilità della penisola arabica è preponderante rispetto la democrazia e i diritti civili; truppe della vicina Arabia Saudita, chiamate dal Bahrain, hanno supportato la repressione delle rivolte.

Notizie di oggi riferiscono dell’abuso di un diritto primario, la possibilità di cure. I militri dell’emirato hanno dichiarato l’ospedale della capitale obiettivo militare; ciò comporta che tutte le persone trovate con ferite riconducibili alle sommosse, saranno incriminate ed incarcerate come dissidenti.

Troppa paura nei governi arabi (ma non solo) per un possibile cambiamento di regime in Arabia Saudita, la potenza della penisola (ma anche primo produttore di petrolio), hanno portato all’idea di non permettere una contaminazione ulteriore della ragione.

La stabilità ha vinto la gara con i diritti e la democrazia.

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