Diplomazia a suon di samba

Come capirete dal titolo scontato, ma è l’unica cosa che mi è venuta in mente, oggi parleremo della visione del mondo, da parte della potenza del sud America, il Brasile.

Colosso, sia in fatto di territorio, sia in fatto di popolazione; questo paese, che ha raggiunto una supremazia nel sud America, ora vuole conquistare anche un posto di rilievo nel panorama mondiale. Di recente, ha fatto ingresso in importanti centri decisionali, vedi G20; non ultimo, anche nel Bric, club dei paesi emergenti (Brasile, Russia, India e Cina).

In modo molto più sommesso, rispetto ad altre potenze, attua più o meno le stesse strategie. Cerca buoni rapporti nel vicinato, per creare un’area di influenza locale; cerca altresì, di creare una rete di stati amici, per la fornitura della materie prime utili all’economia.

Importanti tassi di crescita dell’economia, hanno portato ad un aumento del ceto medio. A differenza di altri paesi in via di sviluppo però, grazie anche a progetti di sviluppo rurale, sono migliorate anche le condizioni delle zone periferiche, facendo anche decrementare la popolazione povera.

A questa miglioria interna, si è unita un’importante mutamento economico, il cambiamento della struttura produttiva, da paese importatore di beni si è trasformato in esportatore di beni. Questo surplus di valuta, dovuto alla grossa bilancia commerciale in attivo, ha portato ad incamerare preziosa valuta estera, usata per l’espansione all’estero. Espansione che, tra l’altro, ha interessato anche la volontà di comprare debito sovrano del Portogallo, la vecchia madre patria.

Una nuova rete, intrecciata tra i paesi in via di sviluppo, chiamata appunto sud-sud, si è creata, all’insegna dello sviluppo tra emergenti. In quest’ottica, gli investimenti rivolti verso l’Africa, hanno privilegiato, anche per somiglianza linguistica, l’Angola ed il Mozambico.

In Angola, grande produttore di petrolio, questi contatti, hanno portato il paese carioca ad essere il primo partner economico, facendo trovare il paese sud Americano persino davanti alla Cina. In Mozambico, invece, sono stati firmati importanti contratti per la produzione di biocombustibili, la così detta politica dell’etanolo, in cui il paese americano ha grande esperienza e di cui ha bisogno.

L’esperienza, non si limita ai paesi citati, infatti, sono stati ben venticinque i paesi africani interessati dagli undici viaggi, che l’ex presidente Lula, ha effettuato verso il continente nero; struttura di espansione che, non sembra essere cambiata, con l’avvento della nuova presidente Rousseff.

Insomma, le linee generali per la futura politica estera sono tracciate, ed andranno sempre ampliandosi, mano a mano che la potenza economica e politica, del paese aumenterà.

pbacco

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