I nuovi santi

Titolo impegnativo, forse non proprio azzeccato, ma scelto ugualmente per riassumere il post di oggi.
La generazione, nata nei primi decenni del novecento, oggi si ritrova in un periodo storico in cui la scienza e la medicina hanno spinto il limite di vita ben al di sopra di ogni precedente aspettativa. Ci troviamo con persone che arrivano abbondantemente fino ai novant’anni, con punte straordinarie di longevità, superando il secolo. Questa tendenza, che non accenna (per fortuna) a fermarsi, porta un’aspettativa di vita a circa 79 anni per gli uomini ed 85 per le donne.
Sicuramente si arriva alla vecchiaia con una migliore dote fisica, ed una maggiore capacità mentale; questo però si realizza in un diverso clima sociale. Quello che è mutato è il rapporto fra l’anziano e famiglia, nonché il suo ruolo nella società. Solo per accennare, visto che non è argomento odierno, il numero di componenti di una famiglia si è notevolmente assottigliato, facendo diminuire la possibilità di cura in famiglia; la stessa funzione sociale dell’anziano nella società è mutata, portandolo da una posizione primaria ad una secondaria, da faro e sede di sapienza a peso inproduttivo.
Queste persone, si sono trovate in giovinezza a dover affrontare una guerra e le sue conseguenze: privazioni materiali, sofferenze, dolori. Durante la giovinezza, hanno lavorato per ricostruire l’Italia, uscita a pezzi dal conflitto. Insomma, pochi svaghi e molta fatica.
Ora, nella vecchiaia, si ritrovano a dover affrontare una vita sempre più lunga, trovandosi però in una società differente da quella in cui erano cresciute. Questo allungamento della vita però, non si esprime sempre in un miglioramento della vita. Alle volte si è costretti a vivere assistiti dalle macchine; in alcuni casi si vive solo perché è la macchina stessa a dare la vita. Tutto questo, sommato all’indifferenza della famiglia e della società, che considera ormai queste persone dei pesi, porta ad una vita chiusa.
Giorni pieni di solitudine e stanchezza, sono queste le sensazioni più diffuse, anche se per fortuna non tutti i casi sono così, esistono altresì persone felici che riescono a godersi il meritato riposo.
Vi starete chiedendo, cosa c’entra il titolo con tutta questa storia raccontata. Come al solito, tendo a spiegare il significato alla fine del post, lasciando così al lettore la formazione di una sua interpretazione sul titolo. In questo caso, il tutto nasce dalla visione di una persona anziana allettata da molto tempo. Se ci fate caso si viene a creare un innalzamento dei capelli sulla nuca, dovuto allo schiacciamento con il guanciale, una sorta di aureola che assomiglia molto a quella di un santo.

Un corpo ormai deperito mantenuto in vita grazie alla medicina; una mente ancora cosciente, che vede un fine non finita: ecco i nuovi santi.

pbacco

L’ANNO DOPO

Una resistenza indomita, una sofferenza mascherata; ecco il percorso dell’ultimo anno.

Questo vecchio post, era nato da e per te: ora te lo dedico.

“L’amore che uno riceve non si dimentica, ma viene riflesso a sua volta”

Buon viaggio.

Tony

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