IPhone and co.

Lunghe file hanno accompagnato l’arrivo dell’oggetto più desiderato del momento; la sesta versione del telefonino più alla moda è ormai giunta.
Senza parlare delle caratteristiche tecniche, la vendita di questo oggetto tecnologico può però rappresentare un’analisi dell’economia e della società odierna, comprensiva di alcuni miti da sfatare.

In molti pensano che i vari iPhone, iPad, iPod, Mac, ecc. siano prodotti dalla Apple; questo è vero solo nella misura della progettazione dell’hardware e nella programmazione del software (es. iOS), cioè il programma che comanda la parte fisica.
La stragrande maggioranza della produzione dei componenti e il successivo assemblamento avviene in Asia. I vari componenti arrivano dai maggiori produttori di componentistica: ST Microelectronics, Samsung (sì, la stessa che ha perso la causa contro Apple, è anche un suo fornitore), Sony, LG ecc. Una produzione di livello globale, con ramificazioni in Europa ma soprattutto fatta in Asia. L’assemblaggio invece, è opera della più grande industria del settore la Foxconn; questa multinazionale taiwanese, che ha tra i propri clienti le più grandi e famose industrie tecnologiche come HP, Nokia, SONY, ecc., ha i suo più grande sito produttivo nella citta di Shenzhen. Qui una città nella città denominata “Foxconn City”, che occupa una superficie di 3 Km2, trovano spazio sia le fabbriche sia i dormitori; in pratica il lavoratore non esce mai dalla fabbrica/città.
La produzione sarebbe potuta avvenire anche in America, infatti è stato calcolato che produrre in America sarebbe costato una cinquantina di dollari in più, cifra che avrebbe comunque consentito un guadagno (argomento trattato successivamente); la decisione di delocalizzare, è stata presa per via della flessibilità dei lavoratori asiatici. La storia riguardante la precedente versione (iPhone 4S) ne è la prova. A poche ore dell’assemblaggio finale, sono state apportate, dalla casa madre, modificate riguardanti alcune specifiche del nuovo schermo a retina; questi cambiamenti hanno richiesto un richiamo immediato di migliaia di lavoratori. Senza tanti problemi i capi turno hanno richiamato al lavoro gli operai che, lavorando tutta notte, sono riusciti a completare il lavoro richiesto nel tempo richiesto per le consegne. La vera arma aggiuntiva, su prodotti di questo livello e di questo costo, non è tanto il minor costo umano, ma la versatilità (la maggior parte delle volte obbligata) dei lavoratori locali.
Varie accuse sono state rivolte, dopo la serie di suicidi, alla multinazionale di Taiwan. L’indignazione ha portando il committente americano ad esigere un migliore trattamento dei dipendenti; resta il fatto che, le migliorie apportate non rappresentano ancora i livelli minimi di garanzia e decenza.

Altra notizia, che non è  molto conosciuta, è che il guadagno effettivo medio di Apple è del 70%; solo il 30% del prezzo di vendita deriva dal costo dei componenti ($200 circa) e della manodopera ($8). Il prezzo di vendita dell’iPhone è di tre volte superiore al costo di produzione, e questo vale per il modello base, per gli altri modelli è ancora superiore. http://www.isuppli.com
Altra differenza, questa però tutta italiana, è che i prezzi praticati nella penisola sono maggiori, di almeno una cinquanta di Euro, rispetto a quelli degli altri paesi europei: la solita filiera (bella) commerciale italiana.
Ormai il telefonino, o come va di moda chiamarlo oggi smartphone, è un status symbol; le file durate tutta notte sono la testimonianza.
La società dell’immagine guarda maggiormente a cosa sta davanti, trascurando quello che rimane dietro: sfruttamento delle risorse, sfruttamento delle persone, ecc.

pbacco

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