Ruberia il-legale

Raramente tratto affari interni italiani, questo per una scelta di orientamento del blog.

Quindi anche in questo caso, non guardatela come una cronaca dei fatti contemporanei, piuttosto come un parallelo tra ieri e oggi. L’argomento sarà, anche per questioni di ricorrenza, il rapporto tra tangentopoli e i recenti casi di corruzione e malaffare politico.

Nei vent’anni che ci separano dalla famosa inchiesta milanese sulla corruzione, sembra che alcuni punti siano immutati. Al governo, come allora, è stato chiamato un tecnico, per la guida del governo; una politica incapace di prendere decisioni per la nazione, ma sempre più aggrovigliata in lotte interne per il mantenimento del potere e sempre più interessata a racimolare denaro, ha dovuto abdicare per cercare di non far affondare del tutto il paese.

Ecco però le differenze, se tangentopoli era, una ruberia illegale che cercava di portare denaro privato verso privati (i partiti o i singoli politici), i recenti fatti, pur contenendo gli stessi fatti, si sono arricchiti di una ruberia legale, che porta i soldi dallo stato ai privati (vedi caso Fiorito). Ieri era, in una buona maggioranza dei casi, una ruberia per finanziare i partiti, ora è una ruberia per puri fini personali. Sì, perché nella vicenda che ha riguardato il Lazio, la cosa sconvolgente oltre l’uso improprio di denaro per fini non politici, ma questo è un problema politico/etico e non penale, la vera questione è l’enorme quantità di finanziamento pubblico che giunge nelle casse dei partiti (o le sue ramificazioni dei gruppi consiliari); denaro che giungeva, e continua ad arrivare, senza un vero controllo ed in maniera legale.

Una politica partitica incentrata sulla presa di tutto il potere statale, alcune volte sostituendosi persino allo stato stesso, ha portato al fallimento del 92 ed a quello odierno.

Altro vero problema italiano, come dimostrato dalla trasmissione Report di ieri, è la selezione dei manager pubblici. La scelta ricalca, la maggior parte delle volte, solo l’appartenenza politica senza guardare alla competenza specifica; questo ha causato enormi danni alle aziende statali.

Se aggiungiamo che, la vera corruzione degli anni duemila è la consulenza, abbiamo un quadro fosco. Le consulenze nate come servizi offerti da persone competenti in uno specifico campo, per un periodo limitato nel tempo; oggi questi strumenti vengono abusati. Così si viene a sapere che le persone chiamate come competenti non si sono rivelate tali, che il campo di lavoro non è alcune volte specifico, e che la durata diventa lunghissima. La differenza di compresenza corruttiva è più sottile, raffinata e legalizzata; per non indire un bando pubblico di assunzione, che presuppone una serie di norme di selezione ed un preciso incarico e retribuzione, si preferisce assegnare direttamente costosissimi incarichi, a persone conoscenti.

Il risultato è un costo maggiorato per l’azienda, e quindi lo stato e l’intera società, senza che ci siano delle vere ricadute positive sul lavoro svolto.

pbacco

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