Africa e maledizioni, la storia del ramo

Dato il forte interesse, che ancora riscontra il vecchio articolo sulla maledizione africana, seppur non trattasse il tema ricercato dal pubblico, voglio con questo articolo cercare di colmare quel vuoto.

Il missionario, giungendo dalla città, stava percorrendo la strada in terra battuta, più che altro un grosso sentiero impolverato, unico collegamento che lo portasse al villaggio a lui affidato, un posto lontano da tutto in quella vasta provincia spersa nella savana polverosa e arida. Attraverso i vetri impolverati del Land Rover, la terra biancastra che si alzava al passaggio riscendeva creando una leggera patina sul parabrezza; qua e la immensi baobab si stagliavano come colossali guerrieri immobili. Durante il viaggio, dopo una leggera curva, notò un ramo posizionato di traverso lungo la via, ma non facendoci più di tanto caso passò oltre.

Qualche mese dopo, il nostro protagonista, venne a conoscenza che quel pezzo di arbusto era in realtà parte di un processo per testare quanto forte fosse la sua stregoneria, una sorta di rito di passaggio. Il confronto con la maledizione posta sul ramo durante il passaggio della vettura lo aveva visto vincitore, essendo giunto senza rotture al villaggio, dimostrando una forza magica superiore alla maledizione stessa, cosa che lo rendeva forte e degno di rispetto.

Il male dire e cioè il dire male di altro, non è di certo una novità nella società. Additare l’altro come portatore di un male o sfortuna non è prerogativa né di un dato asse temporale, né di un circoscritto luogo geografico.

In Africa oltre quello descritto precedentemente, esiste un forte risentimento verso le persone albine considerate diverse. Per spostarci in Asia invece il risentimento verso le malformazioni, sentite come punizioni per colpe additate dal divino. Facendo caso anche la “nostra” società non ne è immune, si pensi alla storica caccia alle streghe o alle odierne proliferazioni di maghi oroscopi ecc.

Avendo l’uomo una base comune, non ci può essere altro risultato se non un medesimo filo conduttore che unisce, seppur con sfaccettature culturali differenti, le paure e le aspettative umane.

 

pbacco

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