La donna crea, l’uomo distrugge

È da un po’ di tempo che non scrivo sul blog, prendo al volo l’occasione della festività della donna per riprendere.

Come ogni ricorrenza, buoni propositi vengono pronunciati, finti auguri elargiti. La realtà è molto differente e, alcune volte, è proprio la donna stessa che sminuisce la sua funzione sociale. Da recenti statistiche risulta che, una donna su tre ha subito una violenza fisica o morale, e non stiamo parlando di paesi retrogradi, ma il dato riguarda l’Europa dove il 54% della popolazione è di sesso femminile.

Seppur la famiglia sia fondata, anche se in minor maniera rispetto i decenni passati, sul lavoro della donna come massaia e mamma, nella normale attività quotidiana solo una minima parte della sfera politica ed economica è gestita da donne, quasi sempre relegate in posizioni subalterne. Studi sociali invece dimostrano che, una società dove lo sviluppo sociale e morale della donna è maggiore nella stessa il livello di progresso e incremento socio-economico sono maggiori rispetto ad una società prettamente maschilista.

Il diverso modo di vedere la vita e la società portano a dire che, in linea generale, la donna crea e l’uomo distrugge.

Un sincero augurio a tutte le lettrici e alle amiche; un augurio speciale a Francesca donna creatrice nel vero senso della parola.

regalo festa della donna/rametto mimosa

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Una donna in Africa

Per non continuare con le solite celebrazioni asettiche di ogni ricorrenza, in special modo con le ovvietà che attorniano questa data, vorrei ricordare la celebrazione della giornata mondiale della donna di quest’anno raccontando la vita di una persona. Un esempio, una vita come tante altre donne che, con il loro lavoro, lo studio e l’amore cercano di migliorare il mondo partendo dal piccolo, il più delle volte nel totale disinteresse e silenzio; una testimonianza che vale più di mille parole.

Annalena Tonelli nasce a Forlì nel 1943, studia giurisprudenza, ma poi si dedica alla medicina dove consegue certificati e diplomi per la lotta contro la tubercolosi. Diviene tanto specializzata che, il suo metodo è oggi usato dall’OMS come procedura per il trattamento della malattia.

La prima esperienza è nella sua città natale dove aiuta i poveri, poi decide di recarsi in Africa. La prima tappa nel continente è nel nord del Kenya, per poi finire la sua esperienza in Somalia più precisamente nel Somaliland, l’auto proclamato stato nel nord-ovest del paese africano. Qui, in uno sperduto villaggio chiamato Borama, gestisce un centro sanitario per la cura della TBC, dell’HIV e dove gestisce un programma contro le mutilazioni genitali femminili.

Ogni giorno lotta contro le malattie fisiche, ogni giorno deve confrontarsi con una cultura diversa ed alcune volte ostile, ogni giorno vive le difficoltà materiali del popolo che cerca di aiutare.

Non protetta, per volere personale, da nessuna congregazione religiosa, né ONG, né organismo internazionale continua comunque il suo lavoro; rifiuta ogni premio o onoreficenza attribuitale. Unico riconoscimento che accetta è il premio Nansen, per l’assistenza ai profughi.

Uccisa il 5 ottobre 2003, nell’ospedale da lei stessa fondato, per mano di un gruppo fanatico relegioso.

“In tutta la vita non c’è cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi.”

Annalena Tonelli

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La fine del mondo, ma per altri motivi

Ovviamente il precedente post era puramente goliardico, per sfatare questo falso mito e prendere in giro le due trasmissioni citate. Ecco qiundi, a fatto superato, un’analisi più accurata.

Alle 00:00 di venerdì 21 dicembre, secondo il calendario Maya, si è concluso un’era di 5200 anni e se ne è iniziata un’altra, un’era di pace, riconciliazione, opportunità, parole che si riscontrano con frequenza nei discorsi delle guide spirituali native ascoltati nell’arco dell’anno. “Termina il 13 Baktun, l’era del materialismo…Porterà molte conoscenze, materiali e spirituali, cambiamenti di vita; la nuova generazione sarà di spiritualità. Non è la fine del mondo: all’allineamento perfetto dei pianeti seguiranno giorni di oscurità che colpiranno la galassia. E’ un cambiamento, per tutti gli esseri umani, per la società, la politica, l’economia, la religione. Verranno 25.000 anni di pace” ha detto, tra gli altri, il sacerdote indigeno guatemalteco Manuel Sesam.

L’idea che le culture preispaniche avevano del tempo, inteso come processo ciclico di fronte alla concezione lineare che impera oggi, è ritenuta da più di un esperto la chiave per comprendere la “Profezia dei Maya” e capire il perché sia stata male interpretata. “Nel tempo occidentale partiamo da una data, ad esempio la nascita di Cristo, e in modo del tutto lineare proseguiamo verso il futuro. Nel mondo indigeno preispanico mesoamericano si contavano invece dei cicli al termine del quali si cancellava tutto e si cominciava a contare di nuovo” ha detto Patrick Johansson, docente all’Istituto di indagini storiche dell’Università nazionale autonoma del Messico (Unam).

Senza contare che il calendario citato, è uno dei tanti calendari che i Maya usavano per determinare il tempo religioso.

La Profezia Maya, che situa fra il 21 e il 23 dicembre 2012 la fine del mondo è derivata dalla lettura sbagliata di un geroglifico rinvenuto sul Monumento de Tortuguero, nello Stato di Tabasco, nel sud-est del Messico. A detta di Johansson, nell’iscrizione si legge che il 13 Baktun finirà nei giorni indicati, “ma nessuno dei popoli mesoamericani vaticinò la fine del mondo”. “Condividevano questa paura – ha spiegato Johansson – una sensazione universale, ed ebbero la capacità di incanalarla con la creazione dei ‘nemontemi’ o ‘giorni vuoti’: ogni anno, cinque giorni di caos prima di tornare al normale computo dei giorni permetteva di drenare tutta l’angoscia che gli uomini provano da tempo immemore”.

Insomma qualche speculatore, ha pensato bene di cavalcare la lunga onda di paura, e curiosità, per vendere qualche libro e produrre ore e ore di trasmissioni sul nulla.

Importante invece, è capire il perché di questo bisogno umano, che non appartiene solo alla nostra epoca, pensate la grande paura dell’anno mille; certo con la diffusione dell’informazione di massa questi messaggi hanno potuto meglio propagarsi, così troviamo la profezia dell’anno duemila e quella sui Maya.

L’uomo, cerca di conoscere tutto quello che lo circonda, sperando di poter domare tutto il conosciuto, ma si trova davanti ad alcune domande a cui non riesce a rispondere.

Altresì l’uomo, continuando a guardare a fantomatiche profezie, non riesce a capire che la vera fine del mondo la sta creando lui stesso ogni giorno.  Consumando territorio, flora e fauna e producendo gas al di sopra delle possibilità di rigenerazione che il globo ha; producendo carestie e costruendo arrmi di distruzione di massa.

Vignetta fine del mondo Maya

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Per la parte concernente la spiegazione scientifica mi sono rifatto a misna.org

Un presidente integro

Oggi ricorre il venticinquesimo anniversario di morte di Thomas Sankara; Il politico burkinabè, già citato nel blog, è uno dei pochi politici africani insieme a Mandela, Shenghor e Nierere ad essere ricordato come portatore di una politica africana sana, non succube di affarismo e corruzione.

A differenza degli altri politici citati, non è stato uno dei padri dell’indipendenza del proprio paese, ma comunque può essere considerato uno dei padri della sua patria il Burkina Faso, visto che durante la sua presidenza sono stati attuate molte modifiche. Il nome stesso del paese è stato cambiato, da Alto Volta, il nome preso al momento dell’indipendenza dalla Francia, è stato modificato in Burkina Faso, che nella lingua locale vuole dire paese degli uomini integri; sono cambiati la bandiera e l’inno nazionale.
La carriera politica del capitano Sankara, inizia il 4 agosto 1983 quando sale al potere dopo un colpo di stato; di orientamento marxista (e per questo gli è stato dato anche il soprannome di Che Guevara africano), era un convinto panafricanista, con un occhio di riguardo al movimento terzomondista.
Durante il breve periodo di potere, attuò ardite riforme per modernizzare lo stato e la società. I punti centrali di azione politica furono:

  • Un decentramento amministrativo
  • Riforma agraria, per creare un’autosufficienza alimentare
  • Promozione delle donne con una lotta all’infibulazione, ai matrimoni combinati, alla poligamia
  • Abolizione balzelli feudali
  • Costruzione di infrastrutture stradali e ferroviarie, nonché un primo piano idrico nazionale.

Un cambiamento anche nello stile, chiamato anche presidente nell’utilitaria, in quanto vendette la Mercedes per girare con una Renault 5, per non sembrare troppo distante dal popolo.

I suoi quattro anni di presidenza, sono ricordati però soprattutto per i suoi interventi nelle sedi internazionali; duri attacchi contro Banca Mondiale e FMI, che secondo il presidente erano più intenti a salvare gli investimenti occidentali rispetto al progresso dei paesi sottosviluppati.

“Parlo in nome delle madri che nei nostri Paesi impoveriti vedono i propri figli morire di malaria o di diarrea, senza sapere dei semplici mezzi che la scienza delle multinazionali non offre loro, preferendo investire nei laboratori cosmetici o nella chirurgia plastica a beneficio del capriccio di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato dagli eccessi di assunzione calorica nei loro pasti, così abbondanti e regolari da dare le vertigini a noi del Sahel…”

Quando, rivolgendosi ai suoi colleghi africani, pronunciò un’altra celebre frase dicendo, se non saremo uniti io il prossimo anno non sarò più qui, trovò il suo compimento; il 15 ottobre 1987, trovò la morte durante un colpo di stato attuato dal suo amico Blaise Campaoré, con mandanti occidentali e ramificazioni africane.

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100

Esistono traguardi da festeggiare;
Ricorrenze da celebrare;
Ideogrammi da ricordare.

Mai mi sarei aspettato di poter festeggiare questa meta, seppur nel secondo post la cifra citata è molto superiore.

Eppure il contatore interno, segna proprio questa ricorrenza.

Già, sono 100 i post pubblicati, su questo blog, dalla data della sua nascita.
La cifra non è in se enorme, guardando soprattutto altri blog molto più belli ed aggiornati di questo.

Il numero comprende articoli più o meno riusciti, più o meno lunghi, più o meno dettagliati; spunti improvvisi, sono accompagnati ad argomenti studiati ed analizzati più in profondità; temi più frivoli, sono uniti ad altri più “alti”. Questo è il succo dello zibaldone: pensieri alla rinfusa, spunti, notizie dal mondo.

Ora però, tra di essi, esiste un filo conduttore, la passione e l’amore riposto in ogni argomento ed ogni pezzo.

Tutti celebrano ricorrenze; io non da meno, voglio festeggiare con voi lettori questo mio piccolo obiettivo, ringraziandovi per il vostro supporto.

Un buon modo per incoraggiarmi a proseguire in questa splendida avventura.

Cosa è mai un tamburo se nessuna mano lo suona?

(proverbio cinese)

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Avvenimento… titanico

Questa di oggi è una di quelle ricorrenze non ufficiali, ma comunque molto sentite dalla gente. Sono quegli avvenimenti che sconvolgono la storia dell’uomo, ne cambiano la percezione mentale, come quella materiale, mantenendone nei secoli invariata la fama. Come avrete capito dalla data, oggi è il centesimo anniversario dell’affondamento del Titanic. Pochi altri avvenimenti hanno avuto un’eco così vasto, lo dimostrano il notevole numero di film e libri rivolti ad analizzare questo fatto, come le numerose celebrazioni sparse per il mondo; poche altre date sono entrate così nel profondo nella cultura popolare.

Ambientato in un’epoca in cui l’uomo pensava di aver imparato a dominare le forze naturali, un’era in cui la tecnica sopravanzava l’uomo stesso, un piccolo lasso di tempo di relativa pace prima dello scoppio della grande guerra. L’avvenimento, frutto di una serie di errori di progettazione, leggerezze normative e di sfortunate coincidenze, ha portato al cambiamento delle leggi riguardo le dotazioni di sicurezza. Le navi, diventate sempre più grandi, avevano bisogno di nuove norme così come di nuove tecnologie costruttive e di progettazione, cambiamenti avvenuti solo dopo questo fatto; insomma, guardando la storia da questo punto di vista, si può affermare che, almeno per il lato sicurezza il Titanic ha contribuito a salvare un numero imprecisato di persone.

La più grande e lussuosa nave, fino a quel momento costruita, dotata delle migliori caratteristiche tecnologiche coeve (acciaio e telegrafo), ha comunque dovuto scontrarsi con la legge della natura; RMS Titanic “l’Inaffondabile”, così almeno era chiamato, purtroppo quel 15 aprile è sprofondato nell’oceano, portando con sé 1500 vittime.

Giornale su affondamento Titanic

Piccola curiosità: la White Star line, la compagnia proprietaria del Titanic si è fusa con la Cunard, formando la Cunard Line; questa società a sua volta è stata acquistata dalla Carnival Corporation, che a sua volta ha inglobato Costa Crociere. In poche parole RMS Titanic e Costa Concordia sono cugine alla lontana, quando si dice le strane coincidenze storiche.

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La donna

Ogni post promesso è un debito. Essendo oggi la festa della donna, ne approfitto per saldarlo.

Tutto nasce dalla donna. È la madre che genera la prole, la accudisce in tutta la sua fase di crescita; è la moglie che gestisce la famiglia, resetta la casa, prepara il cibo.
In alcune aree della terra, la donna deve provvedere anche al lavoro nei campi e, alcune volte, non ha neanche un aiuto maschile.
Di solito, sono la parte più razionale del genere umano; possiedono una migliore visione generale della realtà; esprimono una forte empatia verso il prossimo, mostrando una migliore osservazione dei sentimenti.

Beh, essendo una ricorrenza ho tracciato i lati migliori, per i (pochi) difetti aspetterò un altro post. Come augurio, ripeto quello dell’anno scorso (se non lo avete visto, cercate nella barra a lato).

Per tutte le lettrici, un piccolo regalo virtuale…

regalo festa della donna/rametto mimosa

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Il battito di ciglia

In onore della giornata della memoria; per ricordare e per far sì che simili eventi, non possano ripetersi mai più.

 

 

La differenza tra l’uomo e Dio, consiste nel diseguale modo di vedere il mondo: l’uomo lo guarda tra un battito di ciglia e l’altro, Dio lo osserva con gli occhi sempre aperti.

detto ebraico

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9/11 Come è cambiato il mondo

A dire il vero, ero molto indeciso sullo scrivere di questo argomento; non tanto per la poca importanza dell’accadimento, quanto per la troppa bulimia mediatica che lo attanaglia. Come avrete capito dal titolo il fatto trattato nel post è l’attacco terroristico agli Stati Uniti durante l’11 settembre 2001.

Quel giorno, con gli attacchi alle torri gemelle, al pentagono e probabilmente a Washington, ci siamo trovati di fronte ad un’azione diretta al cuore degli USA. Rispettivamente, un colpo al centro finanziario, al potere militare e al cervello politico della potenza americana. Anche il mezzo con cui è stato compiuto l’attentato, non è stato scelto a caso; l’aereo, il mezzo di trasporto che ha rivoluzionato il modo ed il tempo dello spostarsi nel XX secolo. Questa macchina straordinaria, è da considerarsi, come un’altro simbolo, il segnale del progresso tecnologico della modernità; mondo moderno contro cui i terroristi combattono. Colpendo quei simboli usandone un’altro, si cercava di indebolire finanziariamente l’impero americano, scopo ultimo dell’organizzazione Al Qaeda.

Un decennio dopo, veniamo a sapere che quell’attacco, non ha portato grossi sconvolgimenti diretti agli USA, ma ne ha causato scosse che ne hanno minato l’attuale leadership. Una sorta di offensiva del Têt, che sul piano materiale non ha comportato mutamenti delle forze, a parte le vittime e la crisi economica successiva ai fatti, ma causando una modifica della percezione mentale e degli atteggiamenti futuri.
Il primo attacco proveniente dall’esterno, svoltosi sul suolo americano, ha innescato sconvolgimenti che perdurano tuttora, sia sul piano interno, sia sul piano internazionale.

La prima novità è stata una sorta di chiusura mentale e territoriale del paese; paura nel diverso, controlli più serrati alle frontiere. Questa paura ha condizionato anche la politica estera, portando il paese all’entrata in due conflitti, in Afghanistan ed in Iraq, seppur con motivazioni diverse. Con la scelta di entrare in guerra, si è creata la richiesta di reperire ingenti fondi per finanziare lo sforzo bellico, questo è stato possibile grazie ad un abbassamento del tasso di interesse sul denaro, per poter reperire una grossa quantità di liquidità. Il risultato è stato duplice, da una parte c’è stato un’ingente indebitamento, col risultato finale di aver moltiplicato il debito federale; dall’altro si è creato uno squilibrio finanziario, dovuto al basso interesse, che ha causato la vendita di mutui anche a persone non adatte. Come sappiamo bene, questa è stata una delle cause della recente bolla speculativa, che poi è scoppiata innescando la grande crisi economica.

Seconda novità, è stato lo spostamento di attenzioni verso l’Asia centrale, che ha causato una diversa priorità verso quelle aree, a danno di altre zone, passate in secondo piano nelle strategie diplomatiche; buchi che altre potenze hanno cercato di riempire.

In questo decennio molte cose sono cambiate. Gli USA ora sono in preda ad una recessione, creata dal loro stesso sistema finanziario/economico, ed un debito pubblico imponente, che ne causa instabilità; senza contare che il suo maggiore finanziatore è la Cina. Vediamo che i due paesi, dove si era deciso l’intervento militare, Afghanistan e Iraq, sono ancora lontani dalla pacificazione. C’è un’Europa statica politicamente, in preda ad una crisi economica e sociale. Troviamo una Cina prospera che guarda all’espansione, seppur con i suoi enormi problemi interni. Assistiamo nel mondo islamico, ad una rivolta contro regimi corrotti, in favore di diritti e libertà. Quello che i fondamentalisti volevano costruire attraverso l’uso di violenza, una sorta di califfato islamico, è stato spazzato via da movimenti popolari democratico/ nazionalisti. Quello che gli Stati uniti d’America volevano creare, delle democrazie nel mondo arabo, è stato spazzato via dallo stesso movimento, l’esportazione della democrazia con la forza, ha fallito pure lei.

Insomma se dieci anni fa, il centro del mondo era ancora saldamente ancorato tra l’Atlantico, ora ci troviamo con un mondo realmente plurale, dove il polo attrattivo (risorse, speranza) si sta spostando, almeno parzialmente, verso l’Asia. Questo spostamento, non è certo dovuto esclusivamente a questo accadimento, anche se alcune scelte postume ne hanno accelerato l’avanzata.

Piccola curiosità: la data, scritta all’inglese, viene letta come 911 cioè il numero delle emergenze, le strane coincidenze?

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Che non sia una sola giornata

Un semplice augurio a tutte quelle donne, che non hanno diritti o che li hanno solo sulla carta; donne, mamme, lavoratrici che ogni giorno lottano e cercano di creare un futuro migliore per se e per la propria famiglia; che non rimanga solo un giorno di festa, ma possa diventare realmente uno spunto per un concreto miglioramento delle condizioni di tutte le donne.

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