Com’è andata a finire

Dopo i recenti accadimenti in Libia, dove i ribelli hanno conquistato la capitale, vorrei ricapitolare la situazione della così detta “primavera araba”. Precisando che, come già esposto, reputo i fatti molto diversi tra loro, tendo a chiamarle primavere arabe, perchè nate nello stesso periodo, con alcune criticità comuni, ma sviluppate attraverso linee diverse tra stato e stato.

Marocco, il re Mohammed VI ha cambiato la costituzione, dopo che si erano create delle manifestazioni popolari che chiedevano riforme; insomma è avenuto un cambiamento legislativo per arginare il mlcontento: cambiare per sopravvivere.

Algeria, dopo le rivolte cittadine ora arrivano poche notizie, ma si parla comunque di piccoli cambiamenti; staticità.

Tunisia, è il paese dove sono avvenuti i maggiori cambiamenti, il vecchio regime è stato abattuto, sono state promesse riforme democratiche, permangono ancora criticità, come in un qualsiasi paese nuovo alla democrazia; l’inizio.

Libia, dopo una guerra civile tra est e ovest durata sei mesi, volta a cambiare regime, i ribelli sono riusciti a conquistare la capitale, possiamo solo sperare in una riappacificazione e democratizzazione reale del paese; work in progress.

Egitto, dopo le rivolte popolari è avvenuto un cambiamento interno all’esercito, che ha di fatto detronizzato Mubarak, mantenedo però tuttora il reale potere, sperando in una reale transizione democratica; speranza.

Arabia Saudita, dopo le prime rivolte, il governo ha represso i dissidenti, paese troppo importante energiticamente e politicamente per essere ceduto all’instabilità; mantenimento.

Bahrein, appena scoppiati i primi dissidi, si è creata una coalizione dei paesi forti della penisola arabica (soprattutto la vicina Arabia) che, hanno represso militarmente le rivolte; dimenticata.

Yemen, subito dopo lo scoppio delle violente rivolte, Saleh ha promesso di non ricandidarsi alle prossime elezioni, questo però non ha fatto cessare le ribellioni; caos.

Siria, è ora la situazione più critica, le rivolte (situata principalmente al nord) vengono represse duramente attraverso l’uso dell’esercito, ci sono state delle aperture da parte di Assad per a creazione di un sistema politico plurale multipartitico, ma questo non ha fatto cessare le manifestazioni, il tutto condito da un’ateggiamento internazionale ambiguo, quasi svogliato (soprattutto se paragonato alla reazione libica); apatia e repressione.

pbacco

Annunci

Le due afriche

Torno a scrivere sul blog dopo una lunga assenza: un saluto a tutti.

Oggi, come avete letto dal titolo, scrivo riguardo gli ultimi avvenimenti in merito alla situazione africana.
Da una parte abbiamo la parte nord, l’Africa bianca, quella con influenza culturale islamica. Di fronte alla mancanza di libertà, stagnazione politica, aumento dei prezzi alimentari; insomma una società incapace di soddisfare i bisogni essenziali, ma soprattutto di dare un futuro alla popolazione, ecco abbiamo in questo caso, sempre facendo delle distinzioni paese per paese, una sommossa popolare. Da notare che comunque i vari moti partiti in Algeria (ora sembrano cessati), passati in Tunisia (dove invece è avvenuto un cambio di potere), ed ora in Egitto (di questa vicenda non si può immaginare il finale) sono collegabili con quelli in Yemen, Giordania e Siria, paesi non africani ma islamici, segno forse di una “primavera” nel mondo arabo.
Nell’Africa nera invece possiamo notare l’odierna staticità politica, bisogna invece dire che negli anni scorsi soprattutto nel 2008 in questa parte del continente si sono verificate diverse manifestazioni rispetto il rincaro dei generi alimentari dovuti alla speculazione finanziaria post crisi. Ora invece, come dicevo, possiamo trovare il solito problema politico africano, cioè un’impossibilità al cambiamento; i due fatti recenti (Costa d’Avorio e Gabon) sono lì a testimoniare questo.
Per concludere si deve però citare il grosso avanzamento fatto da altri paesi, Ghana e soprattutto Senegal, rispetto una democrazia liberale, segno che a piccoli passi qualche cosa si muove.

pbacco