Un paese da ricostruire

La Libia del dopo Gheddafi, è uno stato da ricostruire. Uscita da una guerra civile, purtroppo non ancora finita, deve ora riallacciare i legami tra i due maggiori territori (Tripolitania e Cirenaica), deve riallacciare legami internazionali, deve ricostruire infrastrutture e poteri legali stabili.

Altro problema impellente, è la cattura del colonnello; questo avvenimento è importante perchè, fino a che non ci sarà la resa dell’ex presidente, ci saranno dei gruppi di potere che lo appoggiano, i quali continueranno una strenua lotta per la sopravvivenza, come è stato dimostrato dai fatti avvenuti in Iraq prima della cattura di Saddam.

Come si diceva, una delle problematiche che il nuovo governo (CNT) deve affrontare, è cercare di tenere unito il paese, non solo a parole, ma facendo fatti concreti. La soluzione non è facile, anche perchè la guerra è stata vinta dalla guerriglia, che in prevalenza aveva componenti dell’est; persone che vorranno adesso un riconoscimento nella nuova gestione politica ed economica nella nuova Libia.

Con l’aiuto della NATO, la Libia ha anche cambiato alcuni partner internazionali, alcuni stati che hanno contribuito allo sforzo per la causa rivoluzionaria, vorranno delle contropartite. Su tutte due nuovi stati, la Francia e la Gran Bretagna, che dopo aver mostrato un’attenzione particolare, passeranno a riscattare il dovuto.

Insomma il lavoro che apetta i nuovi governanti è duro e di non semplice soluzione; sullo sfondo si staglia sempre il problema fondamentalismo, anche se per ora non sembra così forte.

Ultime notizie, davano la scoperta di carteggi segreti, i quali mostrerebbero i legami tra Libia e CIA, sui casi di extraordinary rendition. Legami attuati durante la presidenza Bush, dove i presunti terroristi venivano espatriati in paesi accondiscendenti (tra cui il paese citato), per poter essere torturati, questo per eludere le leggi statunitensi, che vietano la tortura come metodo di interrogatorio, ritenedolo un crimine. Insomma, un esempio, di quando Gheddafi ci faceva comodo.

pbacco

Lotta di predominio

La recente guerra civile in Costa d’Avorio, con relativa presenza francese, può essere anche letta in altri termini. Di certo non avanzo l’idea che la guerra sia stata causata dalla Francia.

Quello che vorrei sottolineare è la “lotta” (di prestigio ed economica) per il predominio nella regione. Forse è dovuto anche a questo fattore la presenza, direttamente sul suolo del paese africano, di un contingente militare francese (operazione liocorno).

Senza entrare nelle cause di questi avvenimenti, vorrei trattare il tema della “lotta” per la supremazia linguistica (e quindi economica) dell’area.

Nell’Africa occidentale, esiste una predominanza linguistica francese, fino ad un decennio fa anche i paesi più sviluppati erano ex colonie transalpine, Senegal e Costa d’Avorio. Oggi invece ci toviamo di fronte ad un’inversione di tendenza; le potenze regionali sono diventate la Nigeria (il paese più popoloso del continente) e il Ghana. Questi paesi sono riusciti a progredire sia politicamente (vedi le recenti elezioni politiche democratiche, escluse le violenze nigeriane), sia economicamente; da notare altresì che questi due paesei sono di madrelingua inglese.

Quello a cui si è assistito è la perdita di potere linguistico ed economico, perchè lingua è potere, dei cugini d’oltralpe nell’area, l’Africa occidentale, che li vedeva predominanti. Ora però si trovano in svantaggio con le ex-colonie di sua maestà.

L’esempio ivoriano è un po’ il riassunto della situazione francese nel continente. Dopo un periodo di stasi nell’interesse per l’Africa, ora ci si trova in una situazione deteriorata; per questo si cerca di fare azioni per cercare di recuperare le posizioni perdute, Libia docet.

pbacco